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	<title>Cantiere Sociale Chioggialab</title>
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		<title>Liberi di sognare ancora</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique4">Movimento</category>


		<description>Torino: tutti fuori dal carcere tra domiciliari e obbligo di firma &lt;br /&gt;Le questioni dell'autunno all'origine degli arresti (falliti) &lt;br /&gt;di Francesco Raparelli &lt;br /&gt;Tutti fuori! Due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con obbligo di firma o di dimora. Quel che conta &#232; che tutte e tutti sono fuori dal carcere! &lt;br /&gt;Una vittoria importante e non scontata. Operazione gestita in grande, dal magistrato pop dell'antimafia, collaboratore di Micromega e riferimento assoluto della sinistra (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton590.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;214&quot; height=&quot;85&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Torino: tutti fuori dal carcere tra domiciliari e obbligo di firma&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Le questioni dell'autunno all'origine degli arresti (falliti)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Francesco Raparelli&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tutti fuori! Due studenti torinesi agli arresti domiciliari, tutti gli altri con obbligo di firma o di dimora. Quel che conta &#232; che tutte e tutti sono fuori dal carcere!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una vittoria importante e non scontata. Operazione gestita in grande, dal magistrato pop dell'antimafia, collaboratore di Micromega e riferimento assoluto della sinistra tutta forca e giustizia. Caselli non &#232; un pesce piccolo, anzi, &#232; una figura che parla a tanti, anche agli studenti che nella crisi della rappresentanza eleggono Travaglio e il suo stile a misura rancorosa del mondo da costruire. E poi la requisitoria del Pm Sparagna davvero non aveva piet&#224; dell'intelligenza. Nessuna prova concreta, solo un discorso denso di morale e pieno di fantasmi, i soliti, quelli degli anni '70, quelli che non smettono mai di assillare la testa di chi il Pci e il suo odio per i movimenti non sa dimenticarlo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma l'Onda non ha avuto paura e non si &#232; fatta mettere all'angolo. Immediata la risposta, dopo gli arresti, con decine di occupazioni, di rettorati, di facolt&#224;. E poi cortei notturni, presidi, una raccolta di firme, tra docenti (nazionali e internazionali) e intellettuali, senza pari. Una sfida complessa che l'Onda ha percorso senza divisioni, consapevole che la posta in gioco non era e non &#232; costituita dal presente, ma dal futuro, dall'autunno che ci attende.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A spiegarci questa cosa sono arrivate puntuali le parole di Giavazzi sul Corriere della Sera, seguite da quelle della Gelmini e di Tremonti. Non ci sono vie d'uscita, se l'universit&#224; pubblica vuole sopravvivere ai tagli del Fondo di finanziamento ordinario che saranno attivi a partire dal prossimo anno &#232; necessario aumentare vertiginosamente le rette e semmai garantire qualche prestito d'onore (ovvero costringere all'indebitamento) agli studenti poveri ma meritevoli.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La dismissione dell'universit&#224; pubblica deve essere totale. Se il Corriere chiama il governo risponde, e l'attesa &#232; stata davvero breve. Gelmini e Tremonti, durante la presentazione del Dpef, anticipano la riforma, tenuta nel cassetto per troppi mesi, causa le resistenze dell'Onda. Ricordate? Dopo l'approvazione della riforma della scuola doveva, implacabile, essere presentata la riforma dell'universit&#224;, ma di fronte ad un milione di studenti in piazza (30 ottobre del 2008) la Gelmini e il suo parrucchiere di fiducia hanno pensato di attendere un pochino. Ma ormai &#232; estate e se le cose non cambiano decine di universit&#224; sono destinate alla chiusura. Era evidente fin dall'inizio, infatti, che una trasformazione degli assetti finanziari avrebbe determinato anche una trasformazione complessiva dell'universit&#224; e della sua governance. Solo gli stupidi o gli opportunisti non la pensavano e non la pensano cos&#236;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In una parola, l'autunno dell'universit&#224; potrebbe essere di nuovo caldo e questo lo sanno in molti. Universit&#224; calda in un autunno forse bollente, data la crisi e il suo peggioramento imminente. Non &#232; un segreto il fatto che la cassa integrazione sta per terminare e che molte piccole e medie imprese rischiano di non aprire a settembre. Cos&#236; come per i precari potrebbe prospettarsi l'inizio di una lunga disoccupazione, senza ammortizzatori sociali e welfare, of course. E ancora la durezza del credito e la riforma delle pensioni, gli affitti e il costo della vita, la Fiat.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosa spaventa Giavazzi? Cosa terrorizza Caselli? Che le lotte universitarie riprendano, che queste lotte si generalizzino, che ogni ipotesi di unit&#224; nazionale sulle riforme (basta ascoltare tutti i giorni Napolitano per avere un quadro chiaro della situazione) venga fatta saltare dai movimenti.
Bene, la loro ipotesi per il momento non &#232; passata. L'Onda non &#232; stata isolata, n&#233; tanto meno divisa. Ora si tratta di ripartire dalla cose vere, dal fatto che non vogliamo pagare la crisi e che non siamo disposti ad indebitarci per andare all'universit&#224;. In Germania non ci sono tasse universitarie, in Francia la tassa &#232; uguale per tutti ed &#232; di 360 euro l'anno. Dell'Inghilterra di Blair e di Brown ci interessa poco, gli Usa di Obama sembra (ma &#232; davvero cos&#236;?) stiano facendo marcia indietro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non un euro di pi&#249; per andare all'universit&#224;!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da ora si riparte, verso la grande mareggiata!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tratto da: Uniriot.org&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Curre curre &#200; TORNATO 'O ZULU</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique8">Cultura</category>


		<description>di Francesca Pilla - NAPOLI altra italia - 99 POSSE DI NUOVO INSIEME CONTRO LA REPRESSIONE &lt;br /&gt;Dopo oltre quattro anni dallo scioglimento torna la band partenopea al gran completo per un concerto di solidariet&#224; agli studenti arrestati dopo i fatti di Torino. &#171;Oggi andare in galera &#232; semplicissimo - dice Luca Zul&#249; Persico - invece i grossi speculatori restano impuniti&#187;. Rifiuti, lotta contro le lobby e il potere in generale, &#171;la battaglia &#232; a tutto campo. Per questo siamo tornati&#187; Era il gennaio (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton589.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;107&quot; height=&quot;107&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Francesca Pilla - NAPOLI
altra italia - 99 POSSE DI NUOVO INSIEME CONTRO LA REPRESSIONE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dopo oltre quattro anni dallo scioglimento torna la band partenopea al gran completo per un concerto di solidariet&#224; agli studenti arrestati dopo i fatti di Torino. &#171;Oggi andare in galera &#232; semplicissimo - dice Luca Zul&#249; Persico - invece i grossi speculatori restano impuniti&#187;. Rifiuti, lotta contro le lobby e il potere in generale, &#171;la battaglia &#232; a tutto campo. Per questo siamo tornati&#187;
Era il gennaio del 2005 quando Luca Zul&#249; Persico annunciava la fine dei novenove, ed era stato categorico: &#171;Certo, potremmo ritrovarci un giorno, ma &#232; pi&#249; probabile che mi ritrovi con Dennis Bovell che con i 99 Posse&#187;. E invece il tempo passa e anche la politica cambia, si inaspriscono i conflitti e il richiamo &#171;a tornare sulle barricate&#187;, come dice Luca, oggi fa tornare sui propri passi lo storico gruppo rap/raggamuffin, che &#232; stato la colonna sonore del movimento dei movimenti. Ci saranno dunque tutti, Massimo Jovine, reduce dalla tourn&#233;e con Roy Paci, Marco Messina, Sasha Ricci e Claudio Marino affiancati da Peppe Siracusa, unica new entry di sostegno perch&#233; Meg non ha risposto al &#171;richiamo&#187; preferendo continuare da solista.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Luca ci hai ripensato o la band ti ha chiesto di tornare?
I 99 posse sono prima di tutto un collettivo politico nato in una struttura occupata Officina 99, e poi un gruppo musicale, senza il primo il secondo non ha motivo di esistere. &#200; stata una decisione presa insieme. I motivi sono semplici, viviamo una realt&#224; medievale, cavalleresca e ci sono troppi pochi cavalieri.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosa &#232; cambiato nel mondo politico da quando siete nati nel '92?
Quando ci siamo formati il nostro incubo era la possibilit&#224; che si potesse mettere in pratica il progetto della P2, oggi &#232; la sua realizzazione. Abbiamo deciso di tornare perch&#233; c'&#232; un bisogno politico che va ben al di l&#224; dell'estro musicale, le dinamiche quotidiane ci fanno capire che c'&#232; la necessit&#224; di tornare sulle barricate. Cos&#236; a 40 anni invece di avere la nostra svolta &#171;intimista&#187; come accade per tanti interpreti, che magari iniziano a parlare d'amore o dei loro viaggi, noi ricominciamo esattamente da dove ci eravamo lasciati.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con un concerto di solidariet&#224; agli studenti finiti in galera?
Esattamente e nonostante le prove per uno spettacolo dal vivo siano a zero. I nostri incontri fino a questo momento sono stati di confronto e analisi sulla situazione politica. Per&#242; sappiamo esserci quando serve e il sostegno ai compagni in galera &#232; una priorit&#224;. Anche il nostro tour parte l'11 settembre con un concerto alla Stazione Marittima di Napoli.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quindi non ci sono pezzi inediti?
Ho iniziato a buttare gi&#249; dei pensieri pi&#249; che alto, quello che &#232; venuto fuori dalle nostre discussioni. Ci sono tanti temi da trattare dalla camorra, all'anticamorra, Saviano, i processi dei compagni, i rifiuti della Campania, ma ho bisogno ancora di un po' di tempo. I ragazzi che si occupano della musica si sono visti e anche loro hanno messo in cantiere alcune tracce, ma siamo ancora nella fase di sperimentazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pensate che ci sia una svolta repressiva, una volont&#224; da parte dello stato di tappare la bocca a chi &#232; scomodo?
Penso, e parlo a titolo personale, che ci sia un'enorme confusione nel mondo della (in)giustizia a prescindere. Ci sono persone che ricoprono cariche istituzionali importanti che se vengono raggiunti da un avviso di garanzia, chiamano gli amici, monopolizzano i mezzi di informazione (in mano loro) e hanno la possibilit&#224; di insultare pubblicamente l'accusa. Poi magari il reato va pure in prescrizione, e non pagano mai. Il resto degli italiani invece si deve difendere in una giungla legislativa. Oggi andare in galera &#232; semplicissimo e non mi riferisco solo ai compagni delle manifestazioni, invece i grossi speculatori restano impuniti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Hai parlato dei rifiuti. Pensi che la Rete salute e ambiente, i comitati dei cittadini siano gli eredi dei no global in Campania? O comunque quella risposta dal basso degli abitanti non politicizzati che era un po' l'obiettivo no global?
Le lotte contro le lobby industriali, contro il potere che fa i suoi interessi sulla pelle delle persone &#232; sicuramente un terreno di discussione, ma non il solo. Il fatto che le persone abbiano risposto in massa &#232; perch&#233; gli italiani devono vedere il palazzo che brucia per accorgersi del problema. Le persone sono insorte quando il luogo dove vivevano era a rischio discarica. Ma &#232; anche vero che ci sono una serie di compagni che si sono uniti anche ad altre lotte e che prima non avevano mai avuto modo di partecipare alla politica. La battaglia per&#242; &#232; a tutto campo. Per questo siamo tornati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Chi deve star ferma un turno &#232; l'assessore al marketing</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique1">Primo Piano</category>


		<description>Abbiamo fatto ufficiale richiesta di aver copia di tutta la documentazione comprovante i motivi dell'esclusione dell'associazione culturale Antigone dall'edizione 2009 della &#8220;Sagra del pesce&#8221;. &lt;br /&gt;Ecco i documenti ufficiali prodotti dall'amministrazione comunale: &lt;br /&gt;1) verbali di riunione (non firmati) della commissione istituita nell'edizione 2008 dalla Giunta per valutare gli stand ( parte 1 e parte 2 ) &lt;br /&gt;2) valutazione gastronomica a cura di Dario Galimberti ( parte 1 e parte 2 ) &lt;br /&gt;3) (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Abbiamo fatto ufficiale richiesta di aver copia di tutta la documentazione comprovante i motivi dell'esclusione dell'associazione culturale Antigone dall'edizione 2009 della &#8220;Sagra del pesce&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ecco i documenti ufficiali prodotti dall'amministrazione comunale:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;1) verbali di riunione (non firmati) della commissione istituita nell'edizione 2008 dalla Giunta per valutare gli stand ( &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img097.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 1&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img095.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 2&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;2) valutazione gastronomica a cura di Dario Galimberti ( &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img090.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 1&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img091.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 2&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3) &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img092.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;valutazione di Dino Memmo &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4) valutazione aspetto scenografico - non firmato - ( &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img093.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 1&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.chioggialab.org/web/IMG/jpg/img094.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;parte 2&lt;/a&gt; )&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Max e Benjamin sereni ma indignati</title>
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		<description>di Beppe Caccia &lt;br /&gt;Ieri mattina accompagnando il consigliere regionale del Veneto Gianfranco Bettin ho visitato la casa circondariale &#171;Due Palazzi&#187; di Padova, dove sono detenuti due dei ventuno arrestati dell'inchiesta denominata &#171;Rewind&#187;, sulla manifestazione contro il summit G8 Universit&#224; del 19 maggio scorso a Torino. Il contesto &#232; quello di ci&#242; che il carcere in Italia, pressoch&#233; ogni carcere italiano, &#232; diventato nell'era dei &#171;pacchetti sicurezza&#187;. Come e pi&#249; di altre galere venete che (...)


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Beppe Caccia&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ieri mattina accompagnando il consigliere regionale del Veneto Gianfranco Bettin ho visitato la casa circondariale &#171;Due Palazzi&#187; di Padova, dove sono detenuti due dei ventuno arrestati dell'inchiesta denominata &#171;Rewind&#187;, sulla manifestazione contro il summit G8 Universit&#224; del 19 maggio scorso a Torino.
Il contesto &#232; quello di ci&#242; che il carcere in Italia, pressoch&#233; ogni carcere italiano, &#232; diventato nell'era dei &#171;pacchetti sicurezza&#187;. Come e pi&#249; di altre galere venete che in questi ultimi mesi abbiamo visitato, anche il &#171;Due Palazzi&#187; &#232; drammaticamente sovraffollato: l&#224; dove sarebbe prevista una capienza massima di centodieci-centoventi detenuti ne sono stipati oltre duecentotrenta; in celle previste per ospitare al massimo quattro letti, sono stati ricavati spazi in verticale per otto-nove detenuti. Con quali problemi di promiscuit&#224; e con quali rischi dal punto di vista igienico-sanitario &#232; facile immaginare. Con quali difficolt&#224; di gestione per il personale di custodia &#232; abbastanza evidente. Il sessanta-settanta per cento dei detenuti &#232; di origine straniera, altissimo &#232; il turn-over ed &#232; quest'ultimo un effetto delle misure legislative che, nell'ultimo anno vanificando gli effetti dell'indulto, hanno incentivato il ricorso alla detenzione per piccoli reati, di lieve e lievissima entit&#224;, per la maggior parte legati al consumo e allo spaccio di droghe. Poco importa se poi gran parte degli arrestati rimangono in carcere solo per pochi giorni e, magari, vi rientrano sempre pi&#249; spesso. L'importante sembra essere unicamente il messaggio, statistico e mediatico, che si lancia nelle ricorrenti e persistenti campagne sulla &#171;sicurezza&#187;. Nel frattempo, per&#242;, il carcere conferma il suo ruolo di &#171;discarica sociale&#187;, una discarica sempre pi&#249; compressa, dove si sta sempre peggio, una discarica potenzialmente esplosiva.
L&#236; dentro, dentro uno di questi &#171;piccoli inferni&#187; securitari, sono rinchiusi da luned&#236; scorso Max Gallob e Benjamin Bandeau, attivisti l'uno del centro sociale Pedro di Padova, l'altro del centro sociale Rivolta di Marghera. Li abbiamo trovati tranquilli, sereni, ma anche carichi di sacrosanta indignazione. Indignati perch&#233; privati della libert&#224; sulla base di accuse fragilissime e di motivazioni giuridiche inconsistenti: uno &#232; accusato di aver (forse) spostato un cassonetto per difendere il corteo dell'Onda dalle cariche della polizia, l'altro &#232; accusato di aver (forse) lanciato un oggetto all'indirizzo delle stesse forze dell'ordine. Di pi&#249; e di altro a loro carico, nei dvd preparati dalla Digos di Torino e nell'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale, non c'&#232;. E, a un mese e mezzo di distanza dai fatti contestati, sono detenuti perch&#233; &#171;potrebbero reiterare i reati in vista del G8 de L'Aquila&#187;. Il che significa due cose: primo, che la Procura di Torino ha reintrodotto nel nostro paese la prassi dell' &#171;arresto preventivo&#187;, non prevista dal nostro ordinamento ma in voga in regimi che di democratico non hanno proprio niente; secondo, che la stessa Procura potrebbe, ora che il G8 si &#232; concluso non concludendo nulla, richiedere di propria iniziativa la scarcerazione degli arrestati.
Succeder&#224; questo? Temo purtroppo di no. Anche perch&#233; significherebbe ammettere che la &#171;grande operazione&#187;, che avrebbe dovuto colpire i &#171;cattivi&#187; dentro i movimenti e definire i &#171;limiti&#187; del conflitto sociale in vista del prossimo autunno di crisi, si &#232; sgonfiata di fronte all'imprevista risposta che l'Onda &#232; stata capace di mettere in campo, diffusa e determinata, capillare e nuova nelle forme e nei contenuti come questo movimento &#232; stato, &#232; e ha dimostrato di essere.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>SAGRA DEL PESCE: IL TRUCCO C'E' E SI VEDE</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique1">Primo Piano</category>


		<description>L'Associazione Culturale Antigone &#232; stata esclusa dalla Sagra del pesce 2009. La comunicazione di tale decisione ci &#232; stata data verbalmente dall'assessora al Marketing il 24\06\09. La stessa ha tentato di dare validit&#224; formale e giuridica all'esclusione di Antigone appellandosi ad un regolamento che per sua stessa ammissione non esiste. Gi&#224; l'anno scorso l'assessora aveva garantito che il regolamento per la Sagra del pesce sarebbe stato pronto per il 2009, (...)

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&lt;a href="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;Primo Piano&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton585.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;130&quot; height=&quot;144&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;L'Associazione Culturale Antigone &#232; stata esclusa dalla Sagra del pesce 2009. La comunicazione di tale decisione ci &#232; stata data verbalmente dall'assessora al Marketing il 24\06\09. La stessa ha tentato di dare validit&#224; formale e giuridica all'esclusione di Antigone appellandosi ad un regolamento che per sua stessa ammissione non esiste. Gi&#224; l'anno scorso l'assessora aveva garantito che il regolamento per la Sagra del pesce sarebbe stato pronto per il 2009, cosa puntualmente non avvenuta.
Poi c'&#232; il gruppo di valutazione, istituito con delibera di giunta del 15\07\08, ovvero a Sagra del Pesce gi&#224; iniziata. Tale delibera doveva venire affissa all'albo in data 24\07\08, a sagra conclusa. Non &#232; tanto importante da chi era composta e in base a quali specifiche competenze &#232; stata determinata la composizione del gruppo di valutazione, quel che conta &#232; che non vi &#232; traccia di un verbale di riunione dello stesso. Riepiloghiamo: per la Sagra del pesce non esiste un regolamento, non si conoscono i criteri di valutazione, non si sa se la giuria si sia mai riunita, se abbia stilato un verbale di riunione ed infine se il verbale esiste, cosa di cui dubitiamo.
In data 29\06\09 ci arriva l'agognata risposta scritta che conferma la nostra esclusione. Tutto risolto? Al contrario, in allegato viene ribadita la non esistenza di un regolamento della Sagra del pesce. Un'ultima facezia. Tale lettera &#232; datata 24 Giugno 2009, &#232; singolare che ci sia voluto un anno di tempo per stilare una graduatoria fra solo sette partecipanti. Non contenta l'assessora fa circolare la notizia, a mezzo stampa, di non meglio precisate carenze igienico-sanitarie del nostro stand. L'unico documento che fa testo &#232; la certificazione rilasciata dalle autorit&#224; sanitarie competenti per legge che attesta l'idoneit&#224; dello stand. Riteniamo che l'assessora, cos&#236; come la quasi totalit&#224; della cosiddetta giuria, non possieda competenze specifiche in materie igienico-sanitarie. Ma se anche cos&#236; fosse, una volta constatate le carenze dello stand, perch&#233; ci &#232; stato consentito di continuare la distribuzione del cibo, perch&#233; non &#232; stato stilato alcun verbale d'infrazione? A seguito di nostra formale richiesta veniamo in possesso della documentazione prodotta dal gruppo di valutazione. E qui non mancano le sorprese: l'esperto gastronomo candidamente ammette di non aver toccato cibo, da noi come dagli altri (sfido si presenta al mattino) per cui fa di necessit&#224; virt&#249; e si mette a giudicare cose per cui non era stato contattato. E che dire dello sdegnoso artista locale che manco si pronuncia lasciando intendere di essere entrato a contatto con chiss&#224; quali nefandezze. C'&#232; anche l'esperto di scenografia che non si accorge che in uno degli stand fa bella mostra di se la pubblicit&#224; di un noto macellaio locale. Infine vi &#232; &#8220;la relazione sanitaria&#8221;, quella che avrebbe determinato la nostra esclusione. Peccato che si tratti di un foglio volante scritto a penna, senza data e senza firma, dove si evince anche che un altro stand ha avuto la nostra stessa valutazione, la differenza sta che loro sono in piazza e noi no.
L'Associazione Culturale Antigone si avvia a festeggiare i suoi vent'anni di attivit&#224;. Fin dalla sua nascita Antigone concepisce la cultura come contaminazione, ricerca, curiosit&#224;, innovazione. Per questo, piaccia o non piaccia, il nostro stand non sar&#224; mai la sbiadita cartolina di una Chioggia che non esiste pi&#249;, ma laboratorio di ricerca sia sul piano artistico che gastronomico. Ci siamo aperti al Mediterraneo con il cous-cous palestinese proprio perch&#233;, ne siamo convinti, la contaminazione ed il rispetto reciproco sono i motori che aiutano ad avere un futuro culturalmente pi&#249; ricco ed appagante, un futuro senza muri.
Associazione Culturale ANTIGONE Luglio'09&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Migliaia di bandiere al Dal Molin: yes, we can!</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique6">Pace e guerra</category>


		<description>Evitiamo i giri di parole e le metafore che nascondono il significato vero delle frasi dietro alla loro interpretazione: sabato pomeriggio, con la manifestazione dell'indipendenza vicentina, vogliamo entrare al Dal Molin. &lt;br /&gt;Sia chiaro: non perch&#233; ci piaccia l'idea di superare cancelli e recinzioni che, peraltro, non dovrebbero esserci, visto che quell'area verde &#232; dei cittadini di Vicenza; avremmo preferito festeggiare la democrazia in piazza, con la musica e i balli, le (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton584.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;129&quot; height=&quot;113&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Evitiamo i giri di parole e le metafore che nascondono il significato vero delle frasi dietro alla loro interpretazione: sabato pomeriggio, con la manifestazione dell'indipendenza vicentina, vogliamo entrare al Dal Molin.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sia chiaro: non perch&#233; ci piaccia l'idea di superare cancelli e recinzioni che, peraltro, non dovrebbero esserci, visto che quell'area verde &#232; dei cittadini di Vicenza; avremmo preferito festeggiare la democrazia in piazza, con la musica e i balli, le nostre bandiere al vento e tante grasse risate. Ma, finora, democrazia non c'&#232; stata e noi dobbiamo rinviare la festa che &#8211; ne pu&#242; star certo il commissario Costa che avrebbe voluto vedere sradicato alla radice il dissenso locale - prima o poi organizzeremo. Nel frattempo, costruiamo la nostra prima festa dell'indipendenza: varcare quei cancelli vuol dire, semplicemente, entrare in un parco che ci appartiene, ma che &#232; stato sottratto alla citt&#224; per farne una base di guerra.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Entrare al Dal Molin significa restituire la dignit&#224; calpestata alla citt&#224; del Palladio; ma, anche, ristabilire con determinazione la differenza tra la condizione di cittadini &#8211; quali noi vogliamo essere &#8211; e sudditi del governo di turno. Perch&#233; quel che &#232; in gioco a Vicenza, ancor prima della falda acquifera e del territorio, &#232; la possibilit&#224; reale di noi donne e uomini di poter incidere sul futuro dei nostri borghi, dei nostri quartieri, delle nostre citt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#201; sufficiente dare uno sguardo ai 36 mesi di mobilitazione trascorsi per rendersene conto; una citt&#224; che ha espresso la contrariet&#224; con mille forme e tanti colori &#232; stata svilita, calpestata, umiliata. Inascoltata quando &#232; scesa in piazza; insultata quando ha chiesto di potersi esprimere, attraverso una consultazione popolare, ed &#232; stata posta di fronte a un divieto; sbeffeggiata quando ha rivendicato il diritto di conoscere e le &#232; stata negata anche la Valutazione d'Impatto Ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Petizioni, manifestazioni che hanno visto la partecipazione di una moltitudine di donne e uomini, studi, azioni simboliche, ricorsi giudiziari: tutto ci&#242; &#232; stato ignorato, ostacolato, criminalizzato da chi ha deciso a tavolino che a Vicenza si deve fare una nuova base militare. La democrazia &#232; stata trasformata da pratica partecipativa ad atto burocratico, dove basta il timbro di un governo compiacente per rendere lecita la costruzione di una base di guerra in un territorio fragile e dall'equilibrio delicato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dunque, voler entrare al Dal Molin vuol dire alzare la testa; significa affermare che una pratica di governo che si fonda sull'imposizione e sull'esclusione non ha cittadinanza nella nostra comunit&#224; e ristabilire un diritto che, per tornare indietro di alcuni secoli, riconosceva gi&#224; Spinoza laddove scriveva che, di fronte a una legge ingiusta, &#232; legittimo che il popolo si ribelli al sovrano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sabato proveremo a entrare all'interno dell'area che gli statunitensi vorrebbero trasformare in base di guerra per piantare migliaia di bandiere NoDalMolin; lo faremo, come sempre, con le pratiche e le forme che hanno caratterizzato la mobilitazione vicentina: trasversalit&#224;, pluralit&#224;, creativit&#224;. Ma, anche, con tanta determinazione, consapevoli che praticare quest'obiettivo rappresenta la volont&#224; di ristabilire democrazia laddove c'&#232; soltanto imposizione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quel che &#232; certo &#232; che nel lungo corteo che si snoder&#224; da via M.T. di Calcutta ci sar&#224; spazio per tutte e tutti. Perch&#233;, quel quel giorno, ci sar&#224; bisogno di tutte e tutti: delle famiglie con i palloncini, dei cittadini con la loro determinazione, dei giovani con la loro creativit&#224;, degli anziani con la loro testardaggine; al di l&#224; delle pratiche di ognuno, quel che &#232; condividere e affrontare insieme un percorso che fonda la nostra indipendenza dalle servit&#249; militari. &#200; il coraggio di esserci ancora una volta, anche se loro ci vorrebbero chiusi nelle nostre case, impassibili e passivi a quanto accade sotto le nostre finestre.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Siamo tanti piccoli sognatori e sabato torniamo in strada: indipendenza, dignit&#224; partecipazione. La terra si ribella alle basi di guerra.
marted&#236; 30 giugno 2009&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>CHIOGGIA: SAGRA DEL PESCE 2009</title>
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		<dc:date>2009-06-30T23:16:42Z</dc:date>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique8">Cultura</category>


		<description>L'Associazione Culturale Antigone &#232; stata esclusa dalla Sagra del pesce 2009. Motivo? Mistero. La comunicazione di tale decisione ci &#232; stata data solo verbalmente da parte dell'assessora il 24\06\09. La stessa ha tentato di dare validit&#224; formale e giuridica all'esclusione di Antigone appellandosi ad un regolamento che per sua stessa ammissione non esiste. Gi&#224; l'anno scorso l'assessora aveva garantito che il regolamento per la Sagra del pesce sarebbe stato (...)

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'Associazione Culturale Antigone &#232; stata esclusa dalla Sagra del pesce 2009.
Motivo? Mistero.
La comunicazione di tale decisione ci &#232; stata data solo verbalmente da parte dell'assessora il 24\06\09. La stessa ha tentato di dare validit&#224; formale e giuridica all'esclusione di Antigone appellandosi ad un regolamento che per sua stessa ammissione non esiste. Gi&#224; l'anno scorso l'assessora aveva garantito che il regolamento per la Sagra del pesce sarebbe stato pronto per il 2009, cosa puntualmente non avvenuta.
Aspettando con fiducia il 2010, non ci resta che rendere omaggio all'assessora che, in assenza di regole e criteri di valutazione codificati e trasparenti, &#232; riuscita ugualmente a stilare una graduatoria, brava.
Eppoi c'&#232; la giuria, naturalmente dal giudizio insindacabile, non &#232; tanto importante da chi era composta e in base a quali specifiche competenze &#232; stata determinata la sua composizione, quel che conta di pi&#249; &#232; che non vi &#232; traccia di un verbale di riunione. Riepiloghiamo: per la Sagra del pesce non esiste un regolamento, non si conoscono i criteri di valutazione, non si sa se la giuria si sia mai riunita, se abbia stilato un verbale di riunione ed infine se il verbale esiste, cosa di cui dubitiamo, per, poterne chiedere, come nostro diritto, la consultazione.
La presa visione di tale fantomatico documento ci permetterebbe di capire meglio le ragioni della nostra esclusione e ci metterebbe nelle condizioni di poter far valere con cognizione di causa le nostre ragioni, ci permetterebbe inoltre di soddisfare alcune curiosit&#224;. Per esempio: che valutazione &#232; stata data allo stand che per tutta la Sagra del pesce 2008 era &#8220;abbellito&#8221; dal grande logo di un noto macellaio?
Capiamo che l'assessora ha pi&#249; dimestichezza con le parole che con i documenti, anche perch&#233; ci&#242; consente maggiore discrezionalit&#224; da parte sua.
In data 29\06\09 ci arriva l'agognata risposta scritta che conferma la nostra esclusione. Tutto risolto? Al contrario, in allegato viene ribadita la non esistenza di un regolamento della Sagra del pesce, non si fa cenno da chi era formato il gruppo di valutazione e di quali criteri oggettivi questi si &#232; avvalso per stilare la graduatoria. Il tutto corredato da una spropositata autocelebrazione. Un'ultima facezia. Tale lettera &#232; datata 24 Giugno 2008, lo stesso giorno in cui noi si richiedeva la documentazione mai esibita. E' singolare che ci sia voluto un anno di tempo per stabilire una graduatoria fra solo sette partecipanti. Ci&#242; che &#232; chiaro &#232; che l'esclusione di Antigone &#232; conseguenza dell'approvazione della relazione dell'assessora M.Grazia Marangon, null'altro.
Non contenta l'assessora fa circolare la notizia, a mezzo stampa, di non meglio precisate carenze igienico-sanitarie del nostro stand. Di chi &#232; tale giudizio non si sa. L'unico documento che fa testo al momento &#232; la certificazione rilasciata dalle autorit&#224; sanitarie che attesta l'idoneit&#224; dello stand. Riteniamo che l'assessora, cos&#236; come la quasi totalit&#224; della cosiddetta giuria, non possieda competenze specifiche in materie igienico-sanitarie. Ma se anche cos&#236; fosse, una volta constatate le carenze dello stand, perch&#233; ci &#232; stato consentito di continuare la distribuzione del cibo, perch&#233; non &#232; stato stilato alcun verbale d'infrazione? Il problema &#232; serio. Se &#232; vero, ma non lo &#232;, che il nostro stand era dal punto di vista igienico-sanitario non a norma significa che l'amministrazione ha messo a repentaglio la salute delle persone che decidevano di cenare da noi. L'Associazione Culturale Antigone si avvia a festeggiare i suoi vent'anni di attivit&#224;.
Fin dalla sua nascita Antigone concepisce la cultura come contaminazione, ricerca, curiosit&#224;, innovazione. Per queste ragioni abbiamo ospitato le migliori espressioni culturali che si muovono in Italia e all'estero. Siamo riusciti a far esibire, sempre con ingresso gratuito per il pubblico, a Chioggia, facendola loro conoscere, artisti provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Francia, dalla Germania, dall'Inghilterra e da molte regioni italiane. Se non &#232; promozione questa.
Per questo, piaccia o non piaccia, il nostro stand non sar&#224; mai la sbiadita cartolina di una Chioggia che non esiste pi&#249;, ma laboratorio di ricerca sia sul piano artistico che gastronomico. Ci siamo aperti al Mediterraneo con il cous-cous palestinese proprio perch&#233;, ne siamo convinti, la contaminazione ed il rispetto reciproco sono i motori che aiutano ad avere un futuro culturalmente pi&#249; ricco ed appagante, un futuro senza muri.
Al contrario la leziosa testardaggine di chi parla, spesso senza alcuna cognizione di causa, di tradizioni (a proposito quando nasce e muore una tradizione?) non fa altro che alimentare quello spirito identitario che inevitabilmente conduce all'abbattimento dei ponti, all'innalzamento di muraglie, alla violenza ed all'atrofia dei cervelli.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Siamo consapevoli che Antigone d&#224; fastidio, disturba la sua indipendenza ed autonomia, la sua capacit&#224; di produrre cultura di alto livello senza aver mai dovuto far ricorso a finanziamenti privati o pubblici. Siamo gelosi della nostra indipendenza, per questo non abbiamo padrini ne santi in paradiso.
Nessuno si illuda. Sagra o non Sagra continueremo ad ospitare artisti da tutto il mondo, servir&#224; maggiore impegno ma continueremo comunque a rendere fruibile a tutti la cultura in tutte le sue espressioni e varianti artistiche, perch&#233; la cultura &#232; partecipazione, conoscenza, scambio, ricerca, dono, libert&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Associazione Culturale ANTIGONE&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>La via d'uscita alle dismissioni: licenziare il padrone!</title>
		<link>http://chioggialab.org/web/spip.php?article582</link>
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		<dc:date>2009-06-09T18:06:18Z</dc:date>
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		<dc:creator>manolito</dc:creator>

<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique4">Movimento</category>


		<description>di Naomi Klein e Avi Lewis &lt;br /&gt;Nel 2004, abbiamo realizzato un documentario &quot;The Take - La presa&quot; sul movimento argentino delle fabbriche occupate e autogestite dai lavoratori. D'un tratto, nel 2001, l'Argentina si risvegli&#242; nel pieno di un drammatico disastro economico e migliaia di lavoratori entrarono nelle fabbriche abbandonate e le rimisero in funzione organizzandosi in cooperative. Abbandonati da padroni e politici, gli operai riuscirono allora a recuperare stipendi non (...)


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&lt;a href="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Movimento&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton582.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;152&quot; height=&quot;110&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Naomi Klein e Avi Lewis&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel 2004, abbiamo realizzato un documentario &quot;The Take - La presa&quot; sul movimento argentino delle fabbriche occupate e autogestite dai lavoratori. D'un tratto, nel 2001, l'Argentina si risvegli&#242; nel pieno di un drammatico disastro economico e migliaia di lavoratori entrarono nelle fabbriche abbandonate e le rimisero in funzione organizzandosi in cooperative. Abbandonati da padroni e politici, gli operai riuscirono allora a recuperare stipendi non retribuiti e liquidazioni. E insieme, nel rivendicare i propri diritti, non hanno mai smesso di pretendere il proprio posto di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel promuovere il nostro lavoro in Europa e in Nord America, ogni dibattito terminava con la domanda: &#171;tutto quello che &#232; successo in Argentina, come potrebbe mai accadere qui?&#187;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Oggi che l'economica mondiale assomiglia incredibilmente a quella argentina del 2001 (e molte delle cause sono le medesime) tra i lavoratori dei paesi ricchi si sta sviluppando una nuova ondata di mobilitazione. E di nuovo le cooperative diventano una concreta alternativa ai continui licenziamenti. I lavoratori statunitensi e europei iniziano a porsi la stessa domanda che si sono posti i colleghi latino-americani: &#171;perch&#233; ci devono licenziare? Perch&#233; non possiamo noi licenziare i padroni? Perch&#233; le banche possono mandare in fallimento la nostra azienda pur prendendosi milioni di dollari che sono di fatto soldi nostri?&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Domani notte (il 15 maggio) alla Cooper Union di New York parteciperemo a un confronto pubblico - &#171;Licenziare il padrone: il controllo dei lavoratori come soluzione da Buenos Aires a Chicago&#187; - che affronta questo fenomeno.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con noi ci saranno esponenti del movimento argentino e lavoratori in lotta della Republic Window and Doors di Chicago (il 4 dicembre 2008 l'azienda produttrice di porte e finestre pi&#249; importante degli Usa ha annunciato che in 3 giorni avrebbe lasciato a casa 300 dipendenti, i lavoratori hanno occupato la fabbrica, ndt).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dar voce a quanti cercano di ricostruire economie dal basso, e che hanno bisogno di sostegno pubblico, politico e governativo, &#232; secondo noi il modo migliore per affrontare la questione. Per chi non riuscisse a esserci domani, qui di seguito una sintesi degli sviluppi in mondo di questo fenomeno, ossia dei lavoratori che riprendono il controllo della situazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Argentina:
In Argentina, prima fonte di ispirazione per molte azioni attuali dei lavoratori, ci sono state pi&#249; occupazioni negli ultimi quattro mesi che nei precedenti quattro anni. Un esempio:
Arrufat, ditta produttrice di cioccolato con 50 anni di storia, &#232; stata chiusa senza preavviso alla fine dell'anno scorso. Trenta operai hanno occupato la fabbrica e nonostante una quantit&#224; enorme di debiti contratta dalla propriet&#224; sono riusciti a produrre cioccolatini alla luce del giorno usando generatori.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con un prestito inferiore ai 5 mila dollari elargito da The Working World, una ong che si occupa di finanziamenti creata da un ammiratore di The Take, gli operai sono riusciti a produrre 17 mila uova pasquali. Hanno guadagnato 75 mila dollari, di cui mille sono andati a ciascun lavoratore e il rimanente &#232; stato messo da parte per le produzioni future.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gran Bretagna:
Visteon &#232; una fabbrica manifatturiera che produce ricambi d'auto e che &#232; stata tagliata fuori dalla Ford nel 2000. Nell'aprile 2009, a centinaia di lavoratori &#232; stato comunicato il licenziamento con decorrenza immediata. E duecento di loro a Belfast sono saliti sul tetto della fabbrica, altri duecento a Enfield (Londra) li hanno seguiti il giorno seguente.
Nelle settimane successive Visteon ha aumentato il fondo di liquidazione di dieci volte dall'offerta iniziale, ma l'impresa si rifiuta di depositare il denaro nel conti correnti degli operai fintanto che la vertenza continua. Ma i lavoratori non mollano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Irlanda:
Una fabbrica dove si producono i leggendari cristalli Waterfront &#232; stata a inizio anno occupata per sette settimane. A scatenare l'occupazione, l'amministrazione straordinaria per liquidazione attivit&#224; della casa madre Waterfront Wedgewood, dopo l'acquisizione da parte di un'impresa statunitense.
I compratori americani oggi hanno trasferito 10 milioni di euro in un fondo di liquidazione e le trattative per mantenere alcuni posti di lavoro proseguono.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Canada:
Dal fallimento dell'azienda d'automobili Big Three ci sono state quattro occupazioni. Gli operai canadesi dall'inizio del 2009 si sono mobilitati contro la chiusura e la perdita dei propri diritti acquisiti. Sono entrati in occupazione per evitare che i macchinari fossero portati via e hanno usato questo mezzo per obbligare l'impresa a sedersi attorno a un tavolo a trattare. Che poi &#232; quello che hanno fatto i lavoratori in Argentina.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Francia:
In Francia c'&#232; stata un'ondata di &#171;sequestri di padroni&#187; quest'anno. I lavoratori arrabbiati hanno trattenuto i padroni nelle fabbriche a rischio chiusura. E' successo alla Caterpilla, alla 3M, alla Sony e alla Hewlett Packard.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ai dirigenti di 3M gli operai hanno offerto un pasto di cozze e patatine fritte (specialit&#224; belga, ndt) durante la loro permanenza notturna.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In Francia poi un film satirico, &#171;Louise-Michel&#187;, ha avuto grande risonanza mediatica e di pubblico. Nella commedia un gruppo di lavoratrice assume un killer per uccidere il proprio padrone perch&#233; ha chiuso la fabbrica senza preavviso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un sindacalista a marzo ha quindi dichiarato, &#171;chi semina misera raccoglie furia. Violenti sono quelli che taglia posti di lavoro, non chi li difendono&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa settimana, mille metalmeccanici hanno interrotto i lavori societari della ArcelorMittal, la pi&#249; grande produttrice d'acciaio nel mondo. Hanno invaso il quartier generale della societ&#224; nel Lussemburgo, sfondando cancelli, rompendo finestre e scontrandosi con la polizia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Polonia:
Sempre questa settimana, nel sud della Polonia, migliaia di lavoratori si sono barricati negli uffici amministrativi della pi&#249; importante compagnia carbonifera europea in protesta contro i tagli negli stipendi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Usa:
Qui c'&#232; la storia ormai leggendaria della Republic Windows and Doors. Duecentosessanta lavoratori hanno occupato la fabbrica per sei giorni che hanno scosso Chigaco a dicembre. Con una sagace campagna contro il maggior creditore dell'azienda, niente po' po' di meno della Banca d'America (&#171;A voi hanno aiutato, voi ci mettete in vendita!&#187;, il loro slogan) e con un'incredibile solidariet&#224; internazionale, i lavoratori hanno ottenuto la liquidazione che spettava loro. E c'&#232; di pi&#249;: la fabbrica ora riapre con nuovi proprietari e con la produzione di finestre eco-compatibili tutti i lavoratori sono stati riassunti allo stesso salario.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa stessa settimana, l'esperienza di Republic sta facendo scuola. Hartmax &#232; un'impresa con 122 anni di storia nella realizzazione di vestiti da uomo, compresi lo spezzato blu che Barack Obama aveva addosso la sera della sua elezione e lo smoking e il soprabito della sua serata inaugurale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'impresa &#232; in bancarotta. Il suo maggior creditore &#232; Wells Fargo, la quarta banca d'America che ha ottenuto un finanziamento pubblico di 25 miliardi di dollari per il suo salvataggio. E mentre ci sono due offerte per rilevare la societ&#224; e mantenere le produzioni, la Wells Fargo la vuole liquidare. Luned&#236; 650 lavoratori hanno votato per l'occupazione della fabbrica di Chicago in caso la banca non faccia dietrofront.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E non &#232; che l'inizio...&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Articolo pubblicato sul sito www.naomiklein.org (14.05.09)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In spagnolo su www.rebelion.org&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Traduzione di Gloria Bertasi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>REBELDE INDIE FEST #0</title>
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<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique1">Primo Piano</category>


		<description>Frito Rebelde, ChioggiaLab, UtopicMusic e Ass. Culturale Druidi presentano LUNEDI 1 GIUGNO REBELDE INDIE FEST #0 live a partire dalle 20: WOMEN BUZZ ALDRIN HIS CLANCYNESS WOLTHER GOES STRANGER pre/shows dj-set: ENVER - italianembassy.it aftershow dj-set: UMMER vs MANCHO + ELEKTROFRITO &lt;br /&gt;WOMEN (Calgary - Canada) Insieme al californiano Wavves, il quartetto di Calgary &#232; una delle sensazioni pop-garage-lowfi della scena indipendente mondiale, con un disco (s/t, Flemisheye 2008) che si &#232; imposto (...)


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&lt;a href="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;Primo Piano&lt;/a&gt;


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Frito Rebelde, ChioggiaLab, UtopicMusic e Ass. Culturale Druidi presentano
LUNEDI 1 GIUGNO
REBELDE INDIE FEST #0
live a partire dalle 20:
WOMEN
BUZZ ALDRIN
HIS CLANCYNESS
WOLTHER GOES STRANGER
pre/shows dj-set: ENVER - italianembassy.it
aftershow dj-set: UMMER vs MANCHO + ELEKTROFRITO&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;WOMEN (Calgary - Canada)
Insieme al californiano Wavves, il quartetto di Calgary &#232; una delle sensazioni pop-garage-lowfi della scena indipendente mondiale, con un disco (s/t, Flemisheye 2008) che si &#232; imposto da subito all'attenzione dei bloggers e siti specializzati di mezzo mondo, ed un live che &#232; stato definito tra le migliori 10 performances della recente edizione del SXSW Festival di Austin (Texas). Il loro concerto &#232; un piccolo grande evento, assolutamente da non perdere!
URL Myspace&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;BUZZ ALDRIN (Bologna)
I Bolognesi Buzz Aldrin, in pochissimo tempo, hanno raggiunto una quota davvero considerevole nell'universo indipendente italiano, grazie ad un'autoproduzione gi&#224; di per s&#232; fulminante e ancor pi&#249; ad un live estremamente fisico e quadrato, che lascia senza fiato lo spettatore.
URL Myspace&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;HIS CLANCYNESS (Bologna)
Johnatan Clancy, alias la mente artistica di progetti quali Settlefish e A Classic Education, nella sua veste solista, tra atmosfere dilatate e cantautorato dream-pop.
URL Myspace&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;WOLTHER GOES STRANGER (Modena)
Paladini delle discoteche tristi, tra Postal Service e Joy Division. Attualmente al lavoro sul loro primo disco, con un live sospeso tra elettronica e post-rock.
URL Myspace
UtopicMusic Blog&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;APERTURA CANCELLI ORE 19 - INGRESSO 3 &#8364;
per tutta la serata: food&amp;drinks, proiezioni, wireless hot-spot, socialit&#224;
per info: fritorebelde[at]sherwood[dot]it
Cantiere Sociale ChioggiaLab
Piazzale Stazione 1 - Chioggia (VE)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Marcia SU VENEZIA</title>
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		<dc:date>2009-05-26T17:04:44Z</dc:date>
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		<dc:creator>manolito</dc:creator>

<category domain="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique11">Democrazia e partecipazione</category>


		<description>Orsola Casagrande &lt;br /&gt;altra italia &#200; prevista per sabato prossimo 30 maggio una manifestazione neofascista nella citt&#224; veneta. Per il candidato alla Provincia Piero Puschiavo, fondatore del Veneto Fronte Skinhead. Gli antifascisti si mobilitano &lt;br /&gt;I toni sono quelli minacciosi, razzisti e guerrafondai di sempre. &#171;Venezia tornerai italiana!&#187;. E ancora: &#171;Finiamola una volta per tutte con il catto-comunismo, con l'aggressione fisica e culturale extra e neo-comunitaria e il degrado urbano e sociale. (...)


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&lt;a href="http://chioggialab.org/web/spip.php?rubrique11" rel="directory"&gt;Democrazia e partecipazione&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://chioggialab.org/web/IMG/arton580.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;134&quot; height=&quot;135&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Orsola Casagrande&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;altra italia &#200; prevista per sabato prossimo 30 maggio una manifestazione neofascista nella citt&#224; veneta. Per il candidato alla Provincia Piero Puschiavo, fondatore del Veneto Fronte Skinhead. Gli antifascisti si mobilitano&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I toni sono quelli minacciosi, razzisti e guerrafondai di sempre. &#171;Venezia tornerai italiana!&#187;. E ancora: &#171;Finiamola una volta per tutte con il catto-comunismo, con l'aggressione fisica e culturale extra e neo-comunitaria e il degrado urbano e sociale. Che Venezia venga resa ai veneziani!&#187; I fascisti chiamiamo a raccolta per &#171;l'adunata e la marcia della Fiamma Tricolore&#187;. A Venezia, appunto, il 30 maggio prossimo. Una marcia (da Piazzale Roma a campo San Geremia, nelle intenzioni dei fascisti) da Piazzale Roma a campo San Geremia, un sabato pomeriggio, alle 17. Inaudito che la questura abbia concesso, alla luce dei proclami facinorosi, la piazza ai fascisti. E ancora pi&#249; sconcertante che abbia nei fatti &quot;bandito&quot; tutte le piazze limitrofe agli antifascisti. Che ovviamente non hanno alcuna intenzione di stare a guardare. Anche perch&#233; tradizionalmente a Venezia i fascisti non sono mai riusciti a manifestare, a differenza che a Verona, tanto per citare un altro &#171;modello veneto&#187;. A inizio settimana c'&#232; stato un primo appuntamento degli antifascisti davanti al comune di Mestre, per rivendicare il no alla provocazione di una manifestazione fascista nel centro storico e che tra l'altro dovrebbe concludersi a due passi dal Ghetto. Nel volantino distribuito in questi giorni dagli antifascisti si legge che &#171;per noi la memoria resta un processo etico e politico per capire la realt&#224; contemporanea, e la storia non &#232; un dispositivo per archiviarne i resti ma per elaborare una trasformazione del presente verso un possibile futuro. Nel nostro presente, come nel passato, non c'&#232; e non ci sar&#224; posto per i fascismi, per la xenofobia e per rigurgiti nazionali di qualsiasi colore. Crediamo che la pratiche antifasciste contro la azioni della destra radicale di oggi siano legittime&#187;. Tam tam e passaparola hanno fatto s&#236; che in queste giornate afose la Venezia antifascista cominciasse a organizzarsi. Gioved&#236; scorso alla sala San Leonardo si &#232; svolto un incontro dal titolo &quot;Rispettabili fascismi. Nazifascismo a Venezia, dalle stragi di stato a oggi&quot;. Paolo Berizzi (autore di &quot;Bande Nere. Come vivono, ci sono, chi protegge i nuovi nazifascismi&quot;'), Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese (autori di &quot;La strage di Piazza Fontana. Verit&#224; e memoria&quot;), Luca Casarini di Global Project e Beppe Caccia, consigliere comunale dei Verdi veneziani, sono intervenuti davanti a una sala piena come non se ne vedono troppe di questi tempi. I relatori hanno ripercorso l'inquietante &quot;carriera&quot; dei fascisti nostrani. Il Veneto infatti vanta un primato triste: dal Lido part&#236; l'esplosivo, vale sempre la pena ricordarlo, destinato a Piazza Fontana. Il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale Beppe Caccia ha presentato un dettagliato e circostanziato dossier di ventotto pagine, tutte dedicate alla ricostruzione di vent'anni di attivit&#224; nel Veneto (e non solo) del candidato presidente alla Provincia Piero Puschiavo, vicentino di Lonigo, fondatore e leader indiscusso del Veneto Fronte Skinhead e segretario regionale della Fiamma Tricolore. &#171;Dopo l'indignata risposta della citt&#224; - dice Caccia - Puschiavo fa l'agnellino e parla di &quot;manifestazione pacifica&quot;, ma la documentazione che abbiamo raccolto in questo dossier, attingendo sia dalla stampa nazionale sia dagli stessi siti del Msft e dei gruppi naziskin, non lascia spazio ad alcun dubbio: in Veneto la sigla della Fiamma Tricolore &#232; la copertura partitica legale del Veneto Fronte Skinhead, una formazione neonazista, i cui esponenti - Puschiavo compreso - sono stati pi&#249; e pi&#249; volte indagati e processati per decine di atti di violenza e per la violazione della cosiddetta Legge Mancino, che punisce l'istigazione alla discriminazione e all'odio razziale&#187;. La manifestazione annunciata per il prossimo 30 maggio si presenta con tutte le caratteristiche della &#171;marcia su Venezia&quot;, lugubre espressione utilizzata dai suoi stessi promotori, della marcia dell'odio &#171;organizzata - aggiunge Caccia - da personaggi con un lungo curriculum criminale, estranei a Venezia e alla sua cultura aperta, rispettosa delle differenze e democratica&#187;. Il capogruppo dei Verdi ha inviato il dossier al Prefetto facente funzioni dottor Pizzi, nella speranza che &#171;si renda conto della responsabilit&#224; che si assumerebbe permettendo questa vergogna&#187;. La Fiamma tricolore ha candidato alla presidenza della provincia Piero Puschiavo, imprenditore vicentino fondatore nel 1986 del Veneto Fronte Skinheads. Se qualcuno avesse dei dubbi sul personaggio, basta forse citare una frase del fascista imprenditore. &#171;Il mio unico rimpianto &#232; aver fatto troppo poco per elevare i valori ideali della nostra tradizione, nella quale si inserisce la nostra lotta ai gay, che sono dei falliti, la loro patologia &#232; incurabile&#187;. No comment. O forse qualcuno, dal comune in su, qualche commento potrebbe farlo, visto che sar&#224; il fascista Puschiavo a guidare la &#171;marcia per riprendersi Venezia&#187;. Ma la Fiamma Tricolore non &#232; il solo movimento fascista a tentare di alzare la testa a Venezia. Anche Forza Nuova ci prova con il candidato alle provinciali Sebastiano Sartori. Ieri pomeriggio gli antifascisti veneziani (tra i primi a mobilitarsi i No Mose, il centro sociale Morion, Asc, e ancora l'Anpi, la comunit&#224; ebraica e moltissime altre associazioni) hanno organizzato due presidi per ribadire il loro no alla marcia fascista su Venezia. Al prefetto si chiede di ritornare sulle sue decisioni.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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